Ricostruire Ugo, ma non solo

Come viene affermato e documentato in varie parti del presente sito, la figura storica di Ugo de Paganis, universalmente ritenuto fondatore dei Templari, è stata alterata e mistificata, facendo di lui e dei suoi cavalieri ciò che volevano perseguire molteplici interessi nazionalistici, culturali, religiosi e politici. La tesi che si intende dimostrare, sulla base di ragionevoli indicazioni storiche, consiste nel fatto che Ugo sia un cavaliere italiano, nato da una famiglia di piccola nobiltà normanna, insediata decenni prima della sua nascita a Nocera: Nocera, appunto, dei Pagani.

L’Italia non ha centocinquant’anni – II

L’Italia non ha centocinquant’anni, affermava l’editoriale scritto su queste pagine oltre un anno fa.

L’Italia, si diceva, ha quasi tremila anni, e non dobbiamo “fare gli Italiani” come qualcuno ha detto, ma svegliare dal sonno il nostro sangue intorpidito, rifiutare modelli che non ci appartengono, chiedere umiltà agli intellettuali e civismo alle persone. Non dobbiamo temere i politici: sono i politici che devono temere noi. L’Italia è di coloro che la costruiscono nel silenzio delle case, delle famiglie e del lavoro. Di chi non grida e di chi non compare nelle cronache.

L’Italia non ha centocinquant’anni

L’Italia, questa Italia, ha scheletri nell’armadio e certamente ne ha raccolti più d’uno, negli ultimi centocinquant’anni. Basterebbe sapere e ricordare almeno la tragica “liberazione” del sud dai Borboni, che gli storici, prima o poi, dovrebbero avere il coraggio di raccontare agli Italiani, spiegando loro di quali ignobili violenze siano state oggetto le popolazioni del Meridione, per consentire l’unità del paese sotto il dominio sabaudo. Basterebbe ricordare gli orrori e le violenze sulle popolazioni africane, dalla Libia al Corno d’Africa, su popolazioni in definitiva innocenti e comunque solo colpevoli di non voler fare parte dell’Impero. Basterebbe la scomunica inflitta dalla Chiesa italiana a chi si permise di conquistare la Capitale. Basterebbe ricordare le stragi e gli assassini ai cui si abbandonarono le Volanti Rosse e non solo quelle, dopo la Liberazione dell’ultima guerra, costellando quegli anni di foibe e di fosse comuni.

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